Percorso Storico

Percorso Storico

Storia delle mura e delle porte di Monterubbiano

Le antiche mura di Monterubbiano risalgono al XIII secolo, periodo in cui vennero fortificate su ordine di papa Onorio III nell’ambito del suo piano di difesa dei comuni marchigiani contro le incursioni saracene. Fu però sotto il dominio degli Sforza, e in particolare tra il 1443 e il 1446 con Francesco Sforza, che la cinta muraria venne rafforzata e ampliata fino a raggiungere un’estensione di circa 2 km.

La cinta è oggi aperta in tre accessi principali, corrispondenti alle storiche Porta del Pero, Porta Sant’Andrea e Porta San Basso, detta anche Porta Vecchia. Un tempo, era inoltre munita di quattro fortilizi, oggi scomparsi:

  • Il Cassero, di cui restano alcune tracce nelle fondamenta dell’area basamentale esterna del Palazzo Secreti;
  • La Torre Pentagonale, principale punto di avvistamento;
  • Il Girone, situato lungo il tratto compreso tra Porta del Pero e Porta Sant’Andrea;
  • La Rocca Coccaro, nell’area dove oggi si trova il Parco pubblico di San Rocco.

Porta San Basso (o Porta Vecchia) si apre nell’angolo sud-est della cinta muraria, poco sopra le ripide pendici del colle che degradano verso la valle del fiume Aso. Conosciuta in origine come Porta Vecchia, è, insieme alla Porta del Pero, uno degli accessi più antichi alla città. L’attuale denominazione si riferisce a San Basso da Nizza, patrono di Cupra Marittima, forse in memoria di un luogo di culto a lui dedicato che sorgeva nelle vicinanze.

L’edificazione delle sue strutture difensive risale probabilmente al periodo compreso tra il XIII e il XIV secolo e la parte più antica ancora visibile, per stile e materiali, è riconducibile al Trecento. Poco sopra la porta si trovava il Cassero, un possente torrione destinato alla difesa della cittadella, i cui resti sono ancora visibili nelle strutture del vicino Palazzo Secreti.

Questo accesso fortificato fu teatro di numerosi episodi bellici: dalle incursioni delle truppe fermane, intenzionate a sottomettere Monterubbiano, all’occupazione da parte di Rinaldo da Monteverde durante la sua signoria. Nel XV secolo fu conteso tra le truppe dei Migliorati e dei Malatesta, fino all’arrivo di Francesco Sforza nel 1433, evento che segnò un momento cruciale per le fortificazioni, rinnovate in tutto il loro impianto.

Cadute progressivamente in disuso a partire dal XVII secolo, le strutture difensive rimasero in buono stato fino al XIX secolo, quando iniziarono a essere abbandonate. Oggi, la Porta del Pero è tra le meglio conservate, mentre altri tratti delle mura risultano in rovina.

La Porta San Basso è accessibile sia dall’interno del centro storico, sia dalla strada che si dirama dalla provinciale all’altezza della chiesa extraurbana di Santa Maria del Soccorso. Si viene accolti da una piccola apertura sormontata da resti di merlature, affiancata da due torri: una maggiore, integrata nella cinta muraria, e una minore, collocata in posizione angolare verso valle, dove sono ancora visibili le bocche da fuoco da cui venivano azionate le bombarde.

Poco sotto la torre minore si diparte l’antica strada che conduceva a valle, lungo la quale si intravedono i ruderi della chiesa della Madonna Celeste, costruita nel XVII secolo. Superato il rivellino, si accede a uno spazio aperto che introduce alla porta vera e propria, costruita su una torre trecentesca oggi priva della parte superiore. L’arco gotico esterno è di raffinata fattura, con due cornici, la più interna delle quali presenta inserti in pietra arenaria.

Il grande vano interno si apre verso il borgo, mostrando i pilastri che un tempo sostenevano la torre scomparsa. È ancora riconoscibile la traccia del piano superiore, oggi trasformato in un piccolo ambiente con copertura a spiovente. Una finestrella si apre al centro della volta. All’interno si osserva una scanalatura ricavata nello spessore murario, da cui veniva calata la cancellata difensiva, pronta a bloccare l’accesso qualora il portone (di cui restano i cardini) fosse stato sfondato.

Porta Sant’Andrea si apre sul versante meridionale della cinta muraria e prende il nome dall’omonima chiesa oggi scomparsa, della quale restano forse alcune tracce in pietra arenaria inglobate nelle strutture difensive. A differenza delle altre porte, questo ingresso non è di origine medievale, essendo stato aperto solo nel 1765 in occasione della visita del Legato Pontificio, il cardinale Pio Emanuele di Savoia. Per questo motivo non conserva memorie di episodi militari.

Il piccolo arco, ricavato nel fianco di una torre perimetrale oggi ridotta a rudere, si affaccia su un parco pubblico. Le murature visibili nei pressi, in pietra arenaria, potrebbero appartenere ai resti della chiesa di Sant’Andrea. Superata la porta, si percorre un viottolo tranquillo che conduce alla strada del Girone, un’area interna alle mura occidentali oggi quasi priva di edificazioni. Da qui, è possibile rientrare nel cuore del centro storico, sbucando proprio davanti alla chiesa dei Santi Stefano e Vincenzo.

Torna in alto
Panoramica privacy

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza online e tener traccia delle tue preferenze. La presente policy ha lo scopo di farti comprendere che cosa sono i cookie, l’utilizzo che ne facciamo e come poterli eventualmente disabilitare.

Cliccando il tasto “OK” o “Accetto i cookie” o proseguendo la navigazione su una qualsiasi pagina di questo sito, esclusa la presente, accetti i nostri cookie.