Polo Culturale San Francesco
Polo Culturale San Francesco
Il Polo Culturale San Francesco di Monterubbiano ha ricevuto nel dicembre 2012 il riconoscimento di “Meraviglia italiana” ed è entrato a far parte dei mille luoghi d’eccellenza selezionati dal Forum nazionale dei Giovani. Il Polo è una struttura polivalente realizzata con il recupero e riutilizzo di un convento francescano del XIII secolo. Comprende: l’auditorium, il museo civico archeologico, la biblioteca, la sala espositiva “Rosa Calzecchi Onesti”, il centro di educazione ambientale (CEA Giano) e un orto officinale tattile. Riaperto al pubblico il 23 settembre 2007, a dieci anni dal terremoto che lo aveva gravemente danneggiato, il Polo è un importante esempio di architettura conventuale francescana, fondato dai Beati Lucido e Matteo, vicinissimi seguaci di San Francesco.
La chiesa accoglie con grande equilibrio le sovrascritture delle trasformazioni degli anni e i cicli di affreschi quattrocenteschi sovrapposti su più strati, che fondono perfettamente con l’architettura degli altari settecenteschi in legno e stucco. Inoltre, nel chiostro del convento è visitabile un orto officinale tattile, fruibile attraverso un percorso olfattivo a diverse altezze: i francescani erano grandi conoscitori delle proprietà curative delle varie specie vegetali. Il Polo Culturale San Francesco rappresenta una soluzione ideale anche per i matrimoni, sia religiosi che civili. All’interno della chiesa di San Francesco possono essere celebrati matrimoni civili, e può essere la location ideale per il ricevimento.
Il Museo Civico Archeologico
L’iniziativa museale è stata pensata nell’ottica di una cultura accessibile. La fruizione delle opere presenti è possibile per ogni tipologia di utenza, con particolare attenzione al pubblico non vedente per il quale sono stati predisposti supporti audio, schede in braille e copie di reperti per l’esplorazione tattile. Gran parte dell’ala del convento è stata dedicata all’allestimento del Museo Civico Archeologico che conserva testimonianze della storia, ascrivibili a un arco di tempo che va dalla preistoria all’epoca medievale, e documentano un’ininterrotta continuità insediativa nel territorio monterubbianese. L’esposizione dei reperti è articolata in quattro sale secondo un criterio cronologico; inoltre il pavimento del corridoio è costituito da un plastico percorribile rappresentante la Vallata del Fiume Aso, dalla foce alla sorgente che, grazie all’ausilio di box-light, segnala i ritrovamenti archeologici avvenuti in zona.
Una stanza è, invece, dedicata alla collezione numismatica, circa cinquecento monete, provenienti da vari stati e di varie epoche, appartenuta al dott. Stefano Mircoli.